Ero indeciso su come chiamare questo post ma poi mi ero ricordato di quella serie pubblicizzata su Fox senza dire un gran che finchè, vedendola, scopri il significato del titolo.
Provo a buttar giù qualche riga su quello che è successo.
2011
L’Ultimo post riguardava il periodo natalizio e la difficoltà di affrontarlo a cuor leggero.
Quand0 ci si avvicina al periodo di fine anno viene spontaneo fare dei bilanci e quello che mi stavo apprestando a approvare era un bilancio tendente al rosso cupo.
Quindi la festa dell’ultimo dell’anno è stata fatta in casa, sommessa, senza troppo clamore. Un gruppo di amici uniti attorno a una tavola che poi tiran tardi a infamare i programmi della rete ammiraglia (ricordo si commentava tristemente sugli artisti che sfilavano sul palco della RAI… gente che vedi solo per quelle occasioni e poi via… chiusa in qualche scatola insieme a un sacchetto di naftalina) e a cercare di indovinare i modus operandi di un omicidio secondo le regole di un intrigante gioco di società.
Quindi la fine dell’anno è andata così.
2012
Il primo dell’anno il patatrac.
Verso le 16:00, mentre si cercava di allestire il tabellone per giocare a Cluedo, ricevo una telefonata da parte di mia madre.
Lì per lì mi aspettavo una telefonata di auguri… in fondo la sera prima non eravamo riusciti a sentirci per la mezzanotte. Invece mi comunica che mio padre si è sentito male e che una ambulanza lo stava portando in ospedale.
Così ho fatto la valigia di rincorsa, fatti 120 km dove la mente mi volava ovunque potesse arrivare e mi sono diretto subito all’ospedale.
Ho trovato mia madre e mia sorella al pronto soccorso, mi hanno spiegato che mio padre aveva avuto i sintomi di un ictus… non riusciva a parlare correttamente e vedeva cose che non esistevano. Per fortuna come “agente di collegamento” avevamo la sorella del compagno di mia sorella (infermiera) che ci aggoirnava sugli sviluppi. Così abbiamo saputo che durante la corsa in ospedale aveva avuto due crisi epilettiche e che era stato sedato per poter procedere alle cure.
Dalle 16:30 siamo riusciti a rivederlo alle 21:30 nel padiglione di “medicina d’urgenza” in sub-intensiva. Il bello era che era cosciente, parlava correttamente e quando sono andato a visitarlo io (in sub-intensiva si passa solo uno per volta) si ricordava che dovevo arrivare due giorni dopo.
Questo il primo giorno.
Vi posso dire che di giorni nell’ospedale ne ha passati ben 25.
Dopo una risonanza magnetica si ha la notizia che non era un ictus (respiro di sollievo) ma che invece si vedeva una macchia sospetta che nulla di buono lasciava presagire (orrore).
Così in un ospedale svuotato dei dottori (brutto ricoverarsi sotto le feste) mio padre viene sballottato in 3 reparti diversi: dal primo ricovero a medicina d’urgenza passa a Neurologia dove, in mancanza di neochirughi (tutti in ferie), ci dicono che mio padre potrebbe avere un tumore maligno intoccabile e che potrebbe avere un’aspettativa di vita dai 3 ai 5 mesi. Dopo la Befana mio padre viene trasferito a Neurochirurgia dove ci dicono che secondo loro il tumore è inoperabile ma si arrischiano a fare una biopsia per sapere cosa hanno di fronte e poter avere i parametri per eventuali cure successive di chemio e radio.
Tutto questo in 25 giorni dove scopriamo che a Livorno non solo lo dichiaravano inoperabile ma che le cure che gli stavano per fare sarebbero servite “ad aggiungere generalmente qualche anno di vita al soggetto” (giuro mi hanno detto così in faccia… che umanità).
Prima che cominciasse il tutto decido di scatenare i miei amici più informati per trovare qualcuno che facesse una sorta di secondo consulto, anche pronto a sentirmi dire che ci sarebbe stato poco da fare. E così vengo “direzionato” a Milano presso lo studio medico del primario di neurochirurgia dell’Istituto Besta che, dissentendo sull’opinione dei suoi colleghi livornesi, da una bella notizia: “Mio padre si poteva e si doveva operare!”, aggiungendo anche che così come è messa la lesione la chemio e la radio non sarebbero servite a nulla, mentre togliendone anche solo un 80% la patologia sarebbe cambiata completamente.
Così lo scorso lunedì siam partiti tutti per Milano e Giovedì è stato operato.
Durante il soggiorno all’istituto abbiamo scoperto che il battito anomalo del cuore che a Gennaio era stato scoperto durante il ricovero di Gennaio era stato sottovalutato da tutti i medici che lo avevano visto fino a lunedì, prescrivendo anche dei farmaci che peggioravano la sua patologia cardiaca.
Così a Milano gli hanno cambiato tutte le terapie. In attesa del risultato istologico che dovrà arrivare tra un po’.
In questo periodo ho scoperto di avere degli amici fantastici, che volevano tutti i giorni notizie mie e di mio padre, dal ricovero, l’operazione e la dismissione. Facevano il tifo per noi.
E anche il mio ragazzo è stato un vero tesoro: l’ho sentito sempre accanto (anche se ci dividevano tre regioni) e ieri ci è venuto a prendere con la macchina e ci ha riportato a casa.
Così (anche senza sapere che stiamo insieme) mio padre ha conosciuto il mio amore.
E ora incrocio le dita e mi preparo a correre ancora.
Secondo un paio di dottori quando questa storia si appianerà io farò letteralmente la fossa dal reflusso di adrenalina che ho smosso in questi mesi. Però ho scoperto una carica dentro che non mi sarei mai aspettato a Dicembre. Gestire tutto: la famiglia (con mia madre che alternava panico a stati d’ansia ai massimi livelli – comprensibili – a mio padre da portare a visite, controlli, appuntamenti), il rapporto con le istituzioni mediche, organizzare i viaggi a milano, trovare il residence che ci ha ospitato durante il ricovero di mio padre.
Nell’occasione ho avuto modo di conoscere un mio vecchio amico di blog che non ringrazierò mai abbastanza per avermi ospitato in casa sua i giorni del mio primo viaggio a milano.
Ancora non sento esaurire la carica quindi la profezia dei dottori ancora non si avvera.
E a proposiuto di profezie il 2012 è o non è l’anno della fatidica fine predetta (forse) dai maya? io lo credo un anno deputato a cambiamenti sostanziali… e direi che per me e la mia famiglia è cominciato proprio un bel cammino di cambiamento.
Ma siamo giunti alla fine del riassunto di questi folli mesi.
Ma voglio condividere anche questo: mi sono iscritto a un corso di cake decorating per i primi di Aprile.