Lontananza

11 maggio 2012

E’ tanto che non scrivo più su queste pagine.
Stanno succedendo un sacco di cose ultimamente, alcune conseguenti al corso di Salerno e altre come conseguenza del post precedente di salerno.
Non ho abbandonato il Blog, ho solo avuto una marea di cose da fare.
E visto che oggi non è stata una bella giornata saluto tutti quelli che passano da queste parti e vi do appuntamento a presto per un riassunto.

Ciao e buon week end.

 


Salerno eccomi qua

28 marzo 2012

Ciao a tutti!
Come potete supporre dal titolo sono a Salerno.
Ho deciso di partecipare a un corso di cake decorating della azienda italiana che distribuisce i prodotti di un altra azienda americana.
3 giorni di full immersion dove spero di apprendere e perfezionare l’uso degli strumenti base della decorazione. Tutto sponsorizzato dai miei che non ringrazierò mai abbastanza. Così approfitto anche di un momento di stasi nel proseguo delle cure paterne per dedicarmi a quella che sto credendo essere un papabile sbocco per il mio futuro.
Spero presto di condividere qualche foto di quello che.combinerò e anche qualche altra bella news.
Scherzando non vorrei che il blog diventasse un muro del pianto.
Quindi un saluto a tutti ci leggiamo presto.


The Big C

14 marzo 2012

Ero indeciso su come chiamare questo post ma poi mi ero ricordato di quella serie pubblicizzata su Fox senza dire un gran che finchè, vedendola, scopri il significato del titolo.
Provo a buttar giù qualche riga su quello che è successo.

2011

L’Ultimo post riguardava il periodo natalizio e la difficoltà di affrontarlo a cuor leggero.
Quand0 ci si avvicina al periodo di fine anno viene spontaneo fare dei bilanci e quello che mi stavo apprestando a approvare era un bilancio tendente al rosso cupo.
Quindi la festa dell’ultimo dell’anno è stata fatta in casa, sommessa, senza troppo clamore. Un gruppo di amici uniti attorno a una tavola che poi tiran tardi a infamare i programmi della rete ammiraglia (ricordo si commentava tristemente sugli artisti che sfilavano sul palco della RAI… gente che vedi solo per quelle occasioni e poi via… chiusa in qualche scatola insieme a un sacchetto di naftalina) e a cercare di indovinare i modus operandi di un omicidio secondo le regole di un intrigante gioco di società.
Quindi la fine dell’anno è andata così.

2012

Il primo dell’anno il patatrac.
Verso le 16:00, mentre si cercava di allestire il tabellone per giocare a Cluedo, ricevo una telefonata da parte di mia madre.
Lì per lì mi aspettavo una telefonata di auguri… in fondo la sera prima non eravamo riusciti a sentirci per la mezzanotte. Invece mi comunica che mio padre si è sentito male e che una ambulanza lo stava portando in ospedale.
Così ho fatto la valigia di rincorsa, fatti 120 km dove la mente mi volava ovunque potesse arrivare e mi sono diretto subito all’ospedale.
Ho trovato mia madre e mia sorella al pronto soccorso, mi hanno spiegato che mio padre aveva avuto i sintomi di un ictus… non riusciva a parlare correttamente e vedeva cose che non esistevano.  Per fortuna come “agente di collegamento” avevamo la sorella del compagno di mia sorella (infermiera) che ci aggoirnava sugli sviluppi. Così abbiamo saputo che durante la corsa in ospedale aveva avuto due crisi epilettiche e che era stato sedato per poter procedere alle cure.
Dalle 16:30 siamo riusciti a rivederlo alle 21:30 nel padiglione di “medicina d’urgenza” in sub-intensiva. Il bello era che era cosciente, parlava correttamente e quando sono andato a visitarlo io (in sub-intensiva si passa solo uno per volta) si ricordava che dovevo arrivare due giorni dopo.
Questo il primo giorno.
Vi posso dire che di giorni nell’ospedale ne ha passati ben 25.
Dopo una risonanza magnetica si ha la notizia che non era un ictus (respiro di sollievo) ma che invece si vedeva una macchia sospetta che nulla di buono lasciava presagire (orrore).
Così in un ospedale svuotato dei dottori (brutto ricoverarsi sotto le feste) mio padre viene sballottato in 3 reparti diversi: dal primo ricovero a medicina d’urgenza passa a Neurologia dove, in mancanza di neochirughi (tutti in ferie), ci dicono che mio padre potrebbe avere un tumore maligno intoccabile e che potrebbe avere un’aspettativa di vita dai 3 ai 5 mesi. Dopo la Befana mio padre viene trasferito a Neurochirurgia dove ci dicono che secondo loro il tumore è inoperabile ma si arrischiano a fare una biopsia per sapere cosa hanno di fronte e poter avere i parametri per eventuali cure successive di chemio e radio.
Tutto questo in 25 giorni dove scopriamo che a Livorno non solo lo dichiaravano inoperabile ma che le cure che gli stavano per fare sarebbero servite “ad aggiungere generalmente qualche anno di vita al soggetto” (giuro mi hanno detto così in faccia… che umanità).

Prima che cominciasse il tutto decido di scatenare i miei amici più informati per trovare qualcuno che facesse una sorta di secondo consulto, anche pronto a sentirmi dire che ci sarebbe stato poco da fare. E così vengo “direzionato” a Milano presso lo studio medico del primario di neurochirurgia dell’Istituto Besta che, dissentendo sull’opinione dei suoi colleghi livornesi, da una bella notizia: “Mio padre si poteva e si doveva operare!”, aggiungendo anche che così come è messa la lesione la chemio e la radio non sarebbero servite a nulla, mentre togliendone anche solo un 80% la patologia sarebbe cambiata completamente.
Così lo scorso lunedì siam partiti tutti per Milano e Giovedì è stato operato.
Durante il soggiorno all’istituto abbiamo scoperto che il battito anomalo del cuore che a Gennaio era stato scoperto durante il ricovero di Gennaio era stato sottovalutato da tutti i medici che lo avevano visto fino a lunedì, prescrivendo anche dei farmaci che peggioravano la sua patologia cardiaca.
Così a Milano gli hanno cambiato tutte le terapie. In attesa del risultato istologico che dovrà arrivare tra un po’.

In questo periodo ho scoperto di avere degli amici fantastici, che volevano tutti i giorni notizie mie e di mio padre, dal ricovero, l’operazione e la dismissione. Facevano il tifo per noi.
E anche il mio ragazzo è stato un vero tesoro: l’ho sentito sempre accanto (anche se ci dividevano tre regioni) e ieri ci è venuto a prendere con la macchina e ci ha riportato a casa.
Così (anche senza sapere che stiamo insieme) mio padre ha conosciuto il mio amore.

E ora incrocio le dita e mi preparo a correre ancora.

Secondo un paio di dottori quando questa storia si appianerà io farò letteralmente la fossa dal reflusso di adrenalina che ho  smosso in questi mesi. Però ho scoperto una carica dentro che non mi sarei mai aspettato a Dicembre. Gestire tutto: la famiglia (con mia madre che alternava panico a stati d’ansia ai massimi livelli – comprensibili – a mio padre da portare a visite, controlli, appuntamenti), il rapporto con le istituzioni mediche, organizzare i viaggi a milano, trovare il residence che ci ha ospitato durante il ricovero di mio padre.

Nell’occasione ho avuto modo di conoscere un mio vecchio amico di blog che non ringrazierò mai abbastanza per avermi ospitato in casa sua i giorni del mio primo viaggio a milano.

Ancora non sento esaurire  la carica quindi la profezia dei dottori ancora non si avvera.

E a proposiuto di profezie il 2012 è o non è l’anno della fatidica fine predetta (forse) dai maya? io lo credo un anno deputato a cambiamenti sostanziali… e direi che per me e la mia famiglia è cominciato proprio un bel cammino di cambiamento.

Ma siamo giunti alla fine del riassunto di questi folli mesi.

Ma voglio condividere anche questo: mi sono iscritto a un corso di cake decorating per i primi di Aprile.


Natale

26 dicembre 2011

Post veloce veloce e breve. Quasi un tweet.
Mi rendo conto che questo natale è stato il più difficile per me da 5 anni a questa parte. L’umore non è dei migliori per quanto ci provi non riesco a sentirmi a cuor leggero.
Chiudiamo gli occhi e arriviamo presto al 7 gennaio 2012.


Studente

30 novembre 2011

Ciao a tutti.

Un paio di post fa parlavo dell’inizio del corso REC, adesso ho ufficialmente finito e da studiare per l’esame della prossima settimana.
Se tutto va bene avrò quel foglio di carta che mi permetterebbe di aprire qualsivoglia attività a livello commercial-alimentare, solo che per adesso non ho scopi o obiettivi davanti e quindi è più una cosa del tipo “impara l’arte e mettila da parte”. Sicuramente è stato interessante e tante cose mi hanno appassionato (pure cose per gli altri notoriamente noiose per cui mi son guadagnato l’appellativo di “Mostro di Vega” invece di normale essere umano), ho pure incontrato persone simpatiche, persone fuori come terrazzi. Tutte donne a parte me e un altro ragazzo che era il top dello strano: silenzioso, da una parte, minima confidenza a tutti. mah.

In questo periodo si parla ancora dei corsi di pasticceria che potri fare il prossimo anno, quindi oltre ai cake pops (che nel test sono venuti benissimo) ho cominciato a sperimentare vari impasti stranieri per poterli inserire nel mio “portfolio”. Per ora ho testato la Madeira Cake e sto cercando di ottenere una pasta di zucchero più gradevole di quella già pronta che ho steso per la famosa torta a due piani con le rose.
Sempre in merito alle torte a piani ne ho fatta una ispirata a “Gucci” per un compleanno di un mio amico. Dopo due esperienze quasi comiche nella realizzazione  (per la prima torta monumentale del mio amore e quella bianca meglio ridere che piangere) stavolta l’esperienza è stata maestra e tutto è filato liscio, accorciando notevolmente i tempi di realizzazione riuscendo a completare la farcitura, copertura e decorazione in una mattinata (con l’aiuto indispensabile delle doti di ingegneria del mio amore che si era puntato e mi ha pregato di poter realizzare le “G”). In coda a questo post ne vedrete la foto.
La torta è stata apprezzata, anche se, a dirla tutta, solo in 4 in tutto il locale hanno capito il riferimento alle striscie di colore tipiche del marchio. Il proprietario del Ristorante ha azzardato pure un riferimento alla bandiera Italiana.
Ammetto che a me l’ha spiegato il mio amore visto che sono una vera capra quando si parla di moda e di marchi.

Oggi me ne sto buono buono. Resetto un po’ la mente e poi cercherò di buttarmi a capofitto nello studio. Mi piace  ancora fare lo studente ^^

E comunque, come si dice, nella vita non si smette mai di imparare.

Un abbraccio a tutti!

Torta a due piani


Gli anni ’80

7 novembre 2011

Ciao a tutti.
Quindici giorni dall’ultimo aggiornamento ma non sapevo effettivamente che scrivere.
Adesso l’ora è un po’ tarda ma cerco di sintentizzare cosa mi è frullato per la testa con quel titolo.
A volte si pensa agli anni 80, dove avevo dai 6 ai 16 anni. Gli anni dei Visitors, delle spalline che facevano invidia a X robottoni giapponesi e capigliature che a dirsi cotonate era un eufemismo. Vabbè… sappiamo tutti su per giù cosa hanno significato quei tempi.
Oggi comincia il corso REC e si parla di “Contaminazi0ne Alimentare”, e tra una cosa e l’altra viene fuori che durante gli anni 80 c’è stato il boom degli anabolizzanti nella carne (che non mi ricordavo che se si metteva una bistecca al fuoco dopo un po’ diventava una magra fettina lessa… ma poi m’è tornato in mente) e dell’eccessivo uso di un addittivo sulla stessa per presentarla di un rosso che più rosso non si può e che nei succhi di frutta c’erano solo minime tracce di frutta.
A parte che la docente ha dichiarato che a far il corso per almeno 15 giorni da oggi si guarderà con dubbio e un minimo di disgusto tutto quello che ci circonda… ma poi passa.
Spero.
Intanto vi dico che l’esperimento “Cake Pops” è andato (anche se devo dire che era più un beta test) e che ho ordinato due libri a tema. A dicembre ne dovrò fare una cinquantina, quindi mi devo esercitare nella loro decorazione. Solo che non vedo l’ora di fare quei corsi per mettere la gente in guardia da diverse cose che sto scoprendo piano piano.
Ah… ho scoperto che la pastorizzazione che faccio per le creme va alla grande! Ho avuto da che dire sul tema “salmonella” e cottura uova… visto che avevan tirato in ballo la crema pasticcera ecco che mi presento e chiedo a che temperature si è sicuri, naturalmente la docente voleva un po’ prendermi in scacco ma quando gli ho detto che ho un termometro (per la verità due da due settimane) e che controllo rigorosamente le temperature di cottura ho visto il sorriso stamparsi sul suo volto.

L’amore va. Certo mi piacerebbe avvicinarmi di più a lui ma è un casino. E la benzina che rincara non da una mano. Comunque spero di poter dare un po’ una svolta alla mia vita una volta per tutte.
Per adesso è tutto.
Un abbraccio a tutti.


Primi Passi

20 ottobre 2011

verso un domani diverso?
Non saprei. Intanto vi informo che tra un paio di settimane comincio un corso per “Accesso al Settore Merceologico Alimentare”.
Che sarebbe a dire che è il vecchio “REC” e comprende il corso “HACCP” che mi tornerà utile in futuro e qualcosa di più.
Quel qualcosa di più magari sarà se un domani vorrò aprire una qualsiasi attività merceologica a base alimentare, dal laboratorio di pasticceria a altro, ma questa è fantascienza.

Torniamo alla realtà: in ballo ci sono dei corsi che probabilmente farò ma non prima di essermi messo in regola con tutte le leggi del caso.
E scoperto che per un privato un corso di 40 ore (quello che ho scelto) costa quanto uno di 16… perchè non puntare subito al massimo?
Senza contare che nei corsi metterò le “mani in pasta” e quindi mi serve un corso più completo.

Sono dei primi passi verso qualcosa…

Baci a tutti!

(Aggiunta Postuma) P.S.: Sto provando a fare i “Cake Pops”. Incrociate le dita.


Finita la tempesta

11 ottobre 2011

vedo gli ugelli far festa?

Non saprei proprio. Qualche “ugello” sicuramente ha fatto festa. La mia stampante multifunzione HP ha deciso giusto due giorni fa di smettere di funzionare opo nemmeno 6 mesi di utilizzo sporadico. Quindi nemmeno posso dire che sia colpa di estremo lavoro di stampa.
Intanto riprendo un po’ le fila dello scorso post, dicendovi che l’evento è andato benissimo.
Per fortuna i miei erano partiti giovedì per andare a trovare una parente, quindi ho potuto muovermi con pace, tranquilità e sopratutto senza curarmi troppo del caos che si andava via via creando in cucina. Due giorni e mezzo di fuoco ma veramente organizzati: Giovedì mattina spesa, poi la preparazione dei “filling” (puree di frutta che avrei messo dentro i cupcakes) e la sera la prima infornata di quelli alla carota (peccato che per un mio errore di disco del cutter le carote, invece che grattugiate, mi sono venute fuori a fili… sono andato di mezza luna per sminuzzarle e questo mi ha fatto perdere un po’ di tempo); Venerdì infornate di quelli alla vaniglia, quelli al cioccolato, la versione “in tazza” della red velvet cake che avevo già sperimentato “in torta” e la preparazione della ganache montata (che necessita di una notte di riposo in frigorifero); Sabato riempimento dei dolcetti, preparazione delle glasse, decorazione, zuccherini e via… tutto nei vassoi. Per un totale di 68 cupcakes.
Venerdì sera, approfittando dell’assenza dei miei, sarebbe dovuto venire il mio amore per la prima volta a dormire a casa mia. Purtroppo (o per fortuna [pensiero postumo] per suoi motivi di lavoro il pernotto è saltato.
Ci siamo visti Sabato e per fortuna c’era lui. Dopo il rush finale ero così fuso che non riuscivo a chiudere decentemente i vassoi per il trasporto.
Meno male che ha preso in pugno la situazione e tutto è stato pronto per la consegna.
Il Workshop era veramente interessante… la maestra simpatica e alla mano e se sapevo benissimo un 80% delle cose che diceva, il restante 20% è stato fondamentale per la mia esperienza. Alla fine ho capito che serve solo passione e pratica per migliorare anche il fattore decorazione e l’uso della sacca poche (che di solito latita nelle mie mani). Alla fine gli ho pure offerto un cupcake al cioccolato e è rimasta veramente soddisfatta dal sapore. So che all’arrivo dei vassoi aveva già fatto dei complimenti preliminari. Mi sono messo anche dietro al banco dei buffet per spiegare cosa avevo preparato a delle ragazze. Secondo il mio amorino la situazione sembrava tanto modello “api che ronzano intorno a un fiore”. Inutile dire che la cosa non mi è passata nemmeno per l’anticamera del cervello. Io sono fedelissimo ehehehehehe.
Scherzi a parte mi sono anche lanciato perchè un domani potrei averle tutte a un eventuale corso (cosa che ancora è veramente a livello congetturale), quindi mi sono anche profuso per sembrare il più possibile simpatico, professionale e disponibile a rispondere alle domande.
Sabato sera siamo partiti con la sua macchina perchè non mi sentivo tranquillo a guidare, ero proprio stanco.
Così dopo una domenica non proprio riposante (levataccia per andare a aiutare un amico a sistemare una rete anti-cinghiali per il suo appezzamento di castagni) lunedì sono tornato in treno. La nota positiva del viaggio e che dopo tanto tempo ho trovato un vagone pulito. Anche l’aria non sapeva di “carrozza di treno” (se capite cosa intendo).
Adesso sto ultimando un riordino stagionale e riorganizzazione totale dell’armadio. Piano piano mia sorella sta pure svuotando il suo per portare le sue cose a casa sua, quindi ho pure approfittato per riunire, finalmente, tutte le mie cose della pasticceria in un unico spazio: il suo vecchio armadio.
Voglio anche cominciare a fare piscina.
Movimento che spero mi aiuti a scaricare tensioni e migliorare un umore che, se scartiamo i momenti che passo in maniera intensiva in cucina, traballa parecchio verso il basso.
Per adesso è tutto.
Ma non voglio chiudere così.
Una foto la metto. Questi sono i primi cupcakes che ho fatto. Sono rimasto veramente colpito dal pratino verde che sono riuscito a fare con un beccuccio della sacca poche.

Il Vassoio di Cupcakes

Un saluto a tutti.

J.

P.S.: La Tempesta del titolo fa riferimento allo stato di casa mia dopo aver consegnato i vassoi. Sembrava ci fosse passata proprio una tempesta. E non vi dico quanto velocemente ho riordinato per non far venire una sincope ai miei al loro ritorno.


Cupcakes work in progress

6 ottobre 2011

Ciao a tutti,
E’ un po’ di tempo che non do notizie di me sul mio blog.
Effettivamente aspettavo di ritagliarmi un attimo di tregua tra alti e bassi per aggiornare un po’ il mio diario di bordo.
Fatto sta che da oggi comincio un mini lavoro per sabato che potrebbe portarmi a qualche sbocco: devo preparare 60 cupcakes per un Workshop di decorazione torte. Naturalmente questi cupcakes faranno parte del buffet offerto da chi ha organizzato il corso.

Quindi incrociate le dita per me che vado a cominciare…

Inutile dire che ci sarà un bel resoconto postumo.
Ciao a tutti e a presto.

J.


La foto

10 settembre 2011

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Ecco qua la foto della torta. Non vi dico che giornata assurda ho avuto oggi alle prese con questa e un maledetto “frosting” che non veniva col quale ho sacrificato due chili di formaggio spalmabile (a memoria di non fidarmi mai delle ricette americane anche se c’è scritto “tested”) e anche se era il mio compleanno penso che una giornata così è da cancellare. Comunque la torta è piaciuta e mi hanno fatto i complimenti. Per la giornata che era mi basta non averli avvelenati.


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